1. Sono qui a scrivere e sono le 6.00 di mattina. Ho lo sguardo allucinato e la faccia a strisce da guanciale ma sono qui. E non ne posso fare a meno. Il principale coautore di questi risvegli è sicuramente il cortisone (ma perché la gente prende cocaina quando sul mercato c'è il cortisone?) ma una complice indispensabile è anche l'ora, che non è più quella di prima e mi dice che è tardi anche se è presto.
E poi vedere il sole che sorge è sempre una bellissima esperienza.
E poi mi mancava questo blog (gulp!).
2. Ne approfitto e cerco di smettere di fumare.
3. Sono riuscita a fare il cambio di stagione del mio e del tuo armadio CaroIng. Cosa manca nel tuo lo vedrai quando tornerai. Cosa manca nel mio te lo dico subito.
- Sono riuscita a dire addio a una serie di camicette in cui non sarei mai potuta rientrare e me ne sono finalmente fatta una ragione. Dopo due parti e due allattamenti rimettere quelle risicate terze sarebbe stato impossibile. Via, andale, fuori.
- Le suddette poi erano proprio al di là dei miei gusti attuali. C'era del rosa e dell'azzurro, ti dico solo questo. Ma sul serio le mettevo? Ma tu c'eri? E io c'ero (con la testa dico)?
3. Ho infastidito con il mio tossire i presenti a ben due riunioni scolatische. La prima della pupa piccola - dove tutto sommato non ho nulla da segnalare se non il fatto che la cecy è stata l'unica bambina ad entrare in classe, sedersi sulle ginocchia della maestra e far finta di avere tutti i diritti di trovarsi lì (no che non li aveva, ma non sono riuscita a convincerla a star fuori dall'aula) - la seconda della pupa grande.
E lì, CaroIng, ho veramente dato il meglio di me.
Ho la Sindrome da Prima della Classe conclamata.
- Sono arrivata in ritardo e ho salutato tutti con "Sono affranta". Sono affranta? Ho sentito delle risatine (forse solo nella mia testa). Ogni tanto mi sento la reincarnazione di Guido Gozzano.
- Quando le Maestre hanno chiesto "ci sono domande?" la mia manina è balzata come una molla.
Non ce la faccio, è più forte di me. Se ho una domanda, ne faccio due. Se ho un dubbio, ne tiro fuori almeno un paio.
Stare zitta non mi si addice. Non voglio tornare a casa e pentirmi di non aver chiesto questo o quello. Quella parte dell'adolescenza l'ho superata. Quella.
Ma può anche essere uno dei sintomi della Sindrome.
- Ho preso appunti dall'inizio alla fine. Diligentemente, con penna e agendina alla mano (che poi tra un mese non saprò più dove l'avrò messa è un altro affare...) mica solo su iPhone.
- Ho fatto sorrisini compiaciuti alla nuova rappresentante di classe. Io? No, io no grazie. Mi sono fissata la punta delle scarpe, ho distolto lo sguardo e ho usato tutto il mio linguaggio corporeo per allontanare da me tale sciagura.
- Però ho dato già qualche consiglio extra alla neo-rappresentante. Tipo: "Perché non creare un bel gruppo di what's up dellle mamme di seconda?"
Mi sono odiata.
- Ho tentato di (ri)allacciare legami extra scolastici. Non ci sono riuscita molto. Ma non mi sento in questo caso di dare colpa alla Sindrome.
Perché lo faccio?
Crocetta CaroIng la risposta per te più convincente.
- Perché ho degli arretrati di un certo peso che ancora oggi mi fanno Sentire inguaribilmente affetta da Sindrome da Ultima della Classe.
- Perché vorrei evitare alla lety sorprese inaspetatte dovute al fatto che la mamma "ogni tanto si dimentica le cose...".
- Perché mi porto dentro un bel po' di insoddisfazione per tutte le volte che non ho parlato, non ho detto, non ho manifestato.

