La pupa piccola è nata femmina. Ma
porta con sé i tratti distintivi del maschio dominante.
Non mi sono
preoccupata per l'inserimento alla Scuola dei Grandi (leggi: la
materna).
Conosceva già la scuola, la classe e le maestre.
Certo, il
fatto di aver accompagnato per tre anni nello stesso posto la pupa
grande può aver giocato un certo peso... Non mi sarei comunque
preoccupata eccessivamente. Cecy sfida di petto il mondo.
Di petto e
di piede. Ha soli tre anni e mezzo porta il 28. Con le paperine osa
il 29.
Un calciatore quindi. Ma con le paperine.
Domina già la situazione. Ha la faccia
birbante e l'aria spavalda. Ogni mattina mi fermo cinque minuti in
classe con lei per disegnare e così accompagnarla nell'inizio della
sua giornata. Disegnare mi piace, non sono brava ma mi applico.
Le mie farfalle hanno ali troppo lunghe
e forme inesistenti. Le coccinelle sorridono, così come i fiori e le
tartarughe. Più in là non mi spingo. Una principessa alle 8 e mezza
del mattino è troppo per me. Vorrei lasciarle ogni disegno perché
le tenga compagnia. Cecy potrebbe colorarlo, pasticciarlo e così
passare serena quei minuti che anticipano l'inizio vero e proprio
della giornata. Quel limbo in cui le maestre sono troppo prese dalle
mamme per fare le maestre.
Ma cecy non vuole. Mi restituisce ogni
giorno il foglio disegnato così che a oggi in macchina ho già una
discreta quantità di capolavori.
Chiederle il motivo sarebbe un passo
falso. Lei sa che io so che lei sa.
È un regalo no? E a caval donato non
si guarda mai in bocca...
Qui in basso, uno scorcio delle mie capacità artistiche. La Plupla (Multipla)
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