Riempire. Riempire. Riempire.
Ma come si originano i vuoti? Sono vuoti a perdere o hanno un loro senso? Il dubbio, e il terrore, è che nascano quasi tutti durante l'infanzia. Quando la mamma dice:”Non ti preoccupare, tesoro, verrò a prenderti io a fine scuola”.
Poi la mamma non viene, viene la zia e tu ti domandi - perché sei un bambino e non hai ancora gli strumenti per fare ragionamenti che non implichino l'io – È colpa mia? Cosa avrò fatto?
Quindi è così, mi opprime il terrore di esser causa dei vuoti. Dei Pupe-Vuoti da Grandi.
Ci sono tanti modi per riempire i vuoti.
Non tutti belli, non tutti legali, non tutti degni. Ma hanno tutti una causa, un perché, e nove su 10 quel perché si perde nella notte dei tempi, in un cuscino impregnato di lacrime, contro una porta chiusa o aperta nel momento sbagliato, poco prima di una frase sbagliata.
Questo post non è per te CaroIng, non è per le Pupe. E' per te, per loro, per me insieme. Ma è anche e soprattutto per le persone che mi circondano, per quelle cui voglio – od ho voluto - bene, che mi regalano tanto ogni giorno, quelle che solo sfioro con lo sguardo davanti al cancello della scuola, quelle con cui scambio messaggi lavorativi su Skype.
Non ci amiamo quasi mai abbastanza.
Ci giustifichiamo quel poco che serve per andare avanti.
Annaspiamo tra dubbi, esitazioni, malesseri e colpe. Ce le portiamo sulle spalle ma quasi mai abbiamo caricato noi lo zaino.
Per andare in gita, noi ci avremmo messo dentro di meno: un panino al prosciutto, una bottiglietta d'acqua, un po' di cioccolato che si sa quando la salita è dura bisogna averlo dietro, e magari un frutto.
Bon, ciapa lì.
E invece la mamma – o chi per lei – no. Ci mette dentro anche il kway, i fazzoletti, la canottiera di ricambio, i Ringo (ok, quelli van sempre bene), un rotolo di carta igienica.
E lo zaino pesa. Pesa e fa sudare.
Con il passare degli anni, impari a farlo nello stesso modo e non ti sembra pesare, ti sembra normale che “pesi”.
Oggi voglio almeno mollare il kway. Forse è il giorno sbagliato, dicono che pioverà. Ma la pioggia lava, pulisce l'aria e mi piace l'odore di pioggia tra le foglie e nell'erba.
E penso anche che lo toglierò dallo zaino delle mie Pupe. E a fine scuola, inzupperemo insieme i piedi in qualche bella pozzanghera.
Ciac, ciac. Altro che Peppa.
Sapete perché May Poppins sapeva volare?
Perché nella borsa aveva solo sogni (sì, certo, anche perché era un po' fata e po' strega ma quello lo si impara solo più tardi, all'incirca dopo il primo appuntamento).