Oggi ci sei, fino a domani. Fino all'alba. Al tramonto saremo di nuovo in tre. E io mi arrovellerò per quattro (mi prendo io l'incarico di stracciarmi il cuore anche per te, tranquillo).
In questi giorni sono assalita da un dubbio amletico: ditemi vi prego che l'adolescenza inizia sempre verso i 13/14 anni e non prima.
Vi prego.
Ho però come il sospetto che negli ultimi anni, nell'ultimo decennio almeno, le cose abbiano preso un'altra direzione e si abbandonino i Lego anzitempo.
Io CaroIng non faccio testo, proprio non posso essere inserita in nessuna statistica.
L'ultima volta che ho giocato con le Barbie facevo la prima Liceo. Ho fatto incontrare la mia Barbie adorata con il cantante degli Spandau Ballet (per la cronaca lei era il loro tecnico del suono. Sì, lo so, musicalmente ero avanti), ci sono stati momenti di purissimo ed elevatissimo amore platonico, io e la mia Amichetta della Montagna ci siamo poi guardate negli occhi e abbiamo deciso di smettere. Quella, insomma, doveva essere l'ultima volta.
Quell'anno dalle mie parti è entrata in vigore l'Adolescenza. Senza se e senza ma. Ma ora, a 40 + n suonati, sai benissimo quanto io mi cimenti volentieri a pettinare le bambole con le Pupe e... lo confesso, no, non è sempre perché dobbiamo mettere a posto vestiti e chicchere.
È che mi piace proprio (confesso però che l'abitudine maniacale di contare le scarpine, vedere che ci siano tutte, recuperare le borsette e riunirle in una scatolina è forse un po' patologica).
Fatto sta che ho la sensazione che l'Adolescenza per la Pupa grande inizierà prima. Prima del dovuto, Prima di quanto sia lecito, Prima – sicuramente – di quando sarò pronta io.
A naso neanche tu stai messo benissimo...
Ma come, non era ieri che le insegnavamo ad affrontare il vasino con spavalderia?
E quel ciuccio, ditemi, dove è finito?
Domenica sera la Pupa grande è andata ad una festa di compleanno.
Per carità, ce l'ho accompagnata io ma poi, ci è rimasta da sola_
Da sola.
Ho sentito storie – ma mi auguro siano solo leggende metropolitane – di bimbe invitate a pigiama party a sette anni.
“Tesoro, se poi devi andare in bagno, vacci insieme a una tua amichetta. Sai, per chiudere la porta”.
“Perché mamy?”
Benissimo: almeno l'abitudine del andiamo-insieme-in-bagno-che-mi-tieni-la-porta (l'a-b-c dell'adolescenza) è ancora distante.
Ma è questione di mesi. Di attimi, direi.
In un lampo, in un batter d'occhio smetterai di scimmiottare la ragazze perché lo sarai.
Già mi hai stupito con quella richiesta strana sulle scarpe da comprare per la primavera.
Fino a poco tempo fa non ti sarebbe importato un accidenti delle scarpe nuove.
Ok, il concetto di “nuovo” ti era già caro. Ma il tipo, il colore, il design, quello no.
Quello è una novità vera.
Le All Stars giallo limone? Ho faticato a non strabuzzare gli occhi e a non calarmi nei panni della mamma old style “che non importa mica quel che metti ai piedi, basta che sia comodo”. Poi, fortunatamente, mi sono rivista bambina, incrociare i piedi per tentare di nascondere le scarpe blu con correzione del piede piatto...
Fatico a dar via i vestitini, le tutine, le scarpe smesse e un po' bucate. Mi affeziono a ogni giubbino, ai collants pieni di pallini, alle canotte un po' ingrigite e ai grembiuli di scuola con le macchie che non van più via.
Ognuno di loro è un pezzo di storia.
Nostra, loro, mia e tua.
Sono pezzi del puzzle che abbiam fatto per arrivare fin qui.
Fortuna che abbiamo due Pupe, che almeno ogni paio di scarpine fa almeno due giri e li posso rimirare un po' di più. Salutarli è sempre doloroso.
Il tempo passa, loro crescono. Io ingrasso.
E, questo già lo sai, mi mette una tristezza infinita pensare che non avremo più tutine appese in casa ad asciugare.
Altra confessione: tutte le volte che andiamo a casa di CaroZio e CaraZia devo trattenermi dal portarmi a casa qualche pezzo del baby armadio. La Pupa piccolissima – figlia di CaroZio e CaraZia – sta ereditando tutto e, sebbene sia molto contenta di questo terzo giro, dell'estensione di garanzia cui abbiamo avuto accesso – bhè, vorrei tornare in possesso di un pigiamino, di un paio di calzine mignon, almeno di un bavaglino dallo sporco indelebile (forse quello ce l'abbiamo ancora).
Fortuna che poi mi trattengo, vado a giocare a Strega Tocca Colore e non ci penso più...