martedì 14 ottobre 2014

CaroIng: baci rubati


Ore 18.00: secondo appuntamento con La Palestra.
Ovvero: i sogni prima o poi si avverano basta aspettare (ma tanto...).
Ore 18.10: secondo appuntamento con L'Istruttore.
L'Istruttore è quel ragazzo belloccio e dotato di muscoli sprovvisti ai più che con un mefistofelico sogghigno venerdì si è avvicinato e così, a bruciapelo, senza un minimo di preavviso e di buona creanza, mi ha chiesto: quanto pesi?
Ma dico?
Come se non bastasse ha reiterato la domanda “Che obiettivi hai? Perdere un po' di peso?”
Sul serio, volevo sprofondare nell'asciugamano tergisudore, nasconderci la faccia dentro e non riapparire mai più.

Credo però che la domanda peggiore sia stata “Fisicamente tutto ok? Problemi alle ginocchia?”
E così la mente è partita e ho pensato alle possibili risposte a questa domanda se a farmela fosse stato un medico.

Sì, dottore, tutto ok. Cioè, le ginocchia sono a posto. E' il cuore semmai a darmi qualche problema...
Il cuore? Mi faccia auscultare, prego.
Tum... fii... tum
In effetti c'è un suono strano, come un buco, un soffio insomma. Ha avuto qualche problema di cuore recentemente?
Che dire, doc? E' una vita che mi scavo dentro, che provo a capirmi, a sondarmi. E scava che ti scava, sarà venuto fuori qualche buco...
Proviamo a soffiare aria, vediamo se riusciamo a capirne di più...
Per carità, doc, non tocchi nulla. Lì dentro la situazione è precaria. Basta un nonnulla per mandarlo in tilt. Un frase inappropriata e ho le palpitazioni, un sorriso inaspettato e mi sento in Paradiso. Non possiamo aggiustarlo in altro modo?
Eh, ci servirebbe un cerotto potente, di quelli grandi e che non si staccano mai, nemmeno se piove. Guardi, con gli adolescenti ho lo stesso problema ma con loro è facile, basta aspettare. La maturità riempie i buchi del cuore.
Quindi qualcosa in me è andato storto e ora ho il cuore come uno scolapasta, un attrezzo per il purè, uno spremiaglio per la bagnacaoda... Doc, come posso fare?
C'è solo un rimedio apparentemente...
Strati e strati di abbracci. E poi tamponi, tamponi forte. A ogni lacrima, ci metta una garza, un sorriso, un bacio. A forza di incastrare, il buco diventerà più piccolo e forse un giorno non lo sentirà più.
Ho solo una raccomandazione importante. Anzi, la più importante.
Quale doc? Sono tutta orecchi...
Non se li aspetti gli abbracci, li dia. Per i baci, preferisca quelli rubati, sono sempre i migliori. E per i sorrisi vada dritta dritta dalle sue bimbe: sono le pusher migliori...



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