venerdì 17 ottobre 2014

CaroIng: dove vanno a finire le nonne?


Da una manciata di giorni a questa parte, tutte le volte che accompagno la pupa piccola alla materna si avvicina titubante un bimbo. Avrà un anno più della pupa piccola. Ha una crosticina sul naso, di quelle che passano in fretta se tutte le volte non le gratti con il dito. Ma a quattro anni non si può resistere...
Ha lo sguardo più triste del mondo. Non piange ma è serio serio. E mi chiede.
“Dov'è mia nonna? Tu lo sai dov'è la mia nonna?” Oh, tesoro, non lo so ma vedrai che tornerà presto presto.
Lui non si convince affatto. Sa che sto mentendo. Che non ho la minima idea di chi sia sua nonna e di quando tornerà. Ma tutte le mattine ci prova lo stesso. E io mi chiedo: perché mi chiede della nonna e non della mamma? La nonna gli avrà detto che è solo andata a prendere il pane un attimo (noi mamme le diciamo queste cose sciocche al momento dell'inserimento non pensando affatto che il bimbo sa benissimo che a comprare il pane non ci si mette una mattina intera)?
Mi si strugge il cuore.
Sarà per l'accoppiata occhi + crosticina (dove sarai caduto? Dalla bici, dal monopattino, dalle scale?) ma mi trattengo a stento dall'abbracciarlo, dal fermarmi in classe tutta la mattina e disegnare farfalle, fiori e giardini incantati (dove le nonne siedono sulle panchine e distribuiscono baci e caramelle).

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