mercoledì 11 febbraio 2015

La Brì era piccola. In realtà era nel pieno della sua teen age per cui neanche tanto piccola. In estate andava a Follonica che è una ridente cittadina sul mare, a pochi chilometri da Grosseto, a un passo dalla felicità. Lì c'erano gli zii, i cugini, il mare e le serate con lo struscio. Tutta roba che durante l'anno non c'era o si perdeva tra la nebbia e il gelo che su al Nord a volte sembra durare in eterno.

Quell'anno al mare La Brì incontrò C. Alto come pochi, con due splendidi occhi verdi (come il mare appunto, ma il mare lontano, quello delle cartoline e dei libri di geografia).

La Brì non sapeva se dirsi innamorata. Sicuramente invaghita, quello sì. E lui lo era? Non lo so, non lo sapremo mai. Il tempo è passato e ora la domanda sarebbe inopportuna: “Scusa sai, ma io e te come eravamo messi allora?”. C'è poi il piccolo dettaglio che La Brì un fidanzato già ce l'aveva ma sin da allora si capiva benissimo che le cose non sarebbero durate, che la carrozza non si sarebbe mai fermata e il fatidico sì l'avrebbe poi detto a un altro.

Ma tant'è. Non ci si poteva mica abbandonare così alla passione tout court, ai baci sulla spiaggia, alle brucianti gioie degli amori estivi. Però l'infatuazione c'era, eccome. E non si poteva tenerla più di tanto nascosta. Neanche – anzi, soprattutto – la sera dell'addio, del fine vacanze, del “mi penserai quando sarai a scuola?”, con tanto di occhi lucidi e sguardo tremulo.

Dopo l'ultimo bacio non ce ne furono altri. Ma la mattina presto, prima di partire, La Brì trovò sotto la ruota posteriore della Prisma di suo padre un pacchettino sospettoso. Un piccolo foglietto bianco dentro, poche parole scritte a mano, una penna nera per far da peso e non lasciare volare via il foglietto.

Chi l'aveva lasciato, aveva cercato l'auto la sera prima, si era svegliato all'alba, si era guardato bene intorno con l'aria un po' furtiva, aveva fissato per un bel po' la finestra dietro la quale La Brì ancora dormiva. E aveva lasciato poi quel temerario testimone d'amor fuggevole. Ma tremendamente tenero e sincero.

Ora che di anni ne sono passati tanti, La Brì tornerebbe volentieri indietro a quella mattina d'estate. A quando scoprì quel foglietto e tutta la vita le sembrò un mazzo di rose senza spine, un cono gelato che non cola mai, un'eterna estate senza nebbia e senza gelo.

Se alle sue figlie potesse dare un consiglio - ma quando si è adolescenti i consigli non si ascoltano mai, è peccato mortale - direbbe loro di guardare bene sotto le ruote delle macchine, tra le pagine dei libri prestati, in mezzo alle note di un brano... E' lì che si nascondono i ricordi più belli.

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