domenica 30 novembre 2014
CaroIng: tra 25 giorni è Natale
Caro Ing, domani è il primo dicembre ed è il giorno di inizio del calendario dell'Avvento.
Ogni giorno una finestrella, ogni dì un dolcetto, ogni 24 ore un giorno in meno a Natale.
E alle vacanze.
Quest'anno non voglio farmi cogliere impreparata e parto in tempo con la mia letterina a Babbo Natale. Voglio fregare orde di bambini che con i loro desideri semplici e teneri arriveranno sicuramente per primi nel suo cuore e sulla slitta.
Se scrivo oggi magari la mia letterina non verrà seppellita e ho una speranza che tu, Santa Klaus, legga anche me.
Innanzitutto perché me lo merito.
Ad esempio, venerdì scorso dopo una mattinata infernale durata fino almeno alle tre del pomeriggio, ho recuperato le pupe a scuola e le ho portate a danza. Avrei potuto farmi questi famigerati Fatti Miei ma ho invece sperperato svariate decine di euro per comprare tutto il necessaire per fare insieme alle pupe un calendario dell'Avvento home made con il botto.
Inutile dire che è ancora tutto lì, perfettamente impacchettato accanto alla mia borsa. Troverò il tempo anche per quello. Credo. (Quel che mi frega sono le riviste a tema di questo periodo, i blog pieni di idee carine da morire, sembrano tutte facili da fare, tutte sprint. Ma sono scema? Non lavorassi in editoria sarei più giustificabile, ma io SO - dovrei sapere - che nulla è vero, che è tutta un'illusione per farti abboccare. Ma niente, io ci casco con tutta me stessa e abbocco sorridendo beata).
Dicevo, la letterina.
Ecco, è più o meno questa.
Caro Babbo Natale,
so che da me non ne ricevevi più da tempo di letterine. Forse mi hai perso di vista, preso come sei a salire e scendere dai tetti e da quella slitta a sei renne.
Sono sempre più o meno io, un po' più in carne forse ma, sai, dopo due pupe all'attivo son cose che accadono. E ho anche un compagno, un marito, uno che ha accettato un po' di anni fa di stare insieme a me nel bene e nel male.
Al momento stiamo ai patti entrambi e senza sforzi eccessivi. Poi vedremo, che sarà sarà, non fasciamoci la testa, non esistono più le mezze stagioni, la colpa è sempre a metà strada.
Diciamo che per ottemperare alla promessa mi sarebbero d'aiuto un paio di cosette.
Io te le elenco, chissà se puoi metterti una mano sul cuore?
1. Vorrei che Archimede Pitagorico esistesse davvero e che inventasse il dilatatore temporale. Quella cosa per cui ti assenti un minuto nella vita reale e sei stato via un mese in un lasso temporale parallelo. E in quel mese manco a dirlo sei stato in vacanza a Mauritius.
2. In alternativa al punto 1, ma se credi anche in sommatoria, vorrei tanto il teletrasporto di Star Trek. Ad ogni telegiornale, ad ogni servizio esclusivo, sto con il fiato sospeso: è lui, è arrivato, ora potrò fare come il Capitano Kirk e svaporare in un mare di scintille. Ma lui, il teletrasporto, non arriva mai e io sto un po' iniziando a perdere le speranze.
3. Vorrei che Romeo, il gatto-puzzo-miao come è stato ribattezzato negli ultimi giorni, capisse l'importanza di mantenere rapporti decenti con il vicinato e la smettesse di tirare via tutta la terra dai vasi che abbiamo in terrazzo. Aiuterebbe il saluto e io non sarei costretta a scappare letteralmente quando incontro la vicina di sotto.
4. Vorrei che ci fosse un termine a questo limbo. Oppure, al contrartio, l'amara certezza. Ma saperlo, ecco. Trasferta modenese finché morte non ci separi? Tortellini fino a maggio?
5. Vorrei tanto ma tanto che la pupa piccola smettesse di chiedere "Quando torna papà?" alle 7.15 del lunedì mattina.
6. Vorrei tanto ma tanto che la pupa grande smettesse di fare l'indifferente quanto tu CaroIng chiami o ritorni.
7. Un capo di lingerie di Victoria's Secret.
8. Vedere più speso gli Amici - come oggi - perché è come respirare aria pura a pieni polmoni dopo tre minuti d'apnea statica.
9. Fai tu, basta il pensiero.
Ecco tutto. Io ti prometto che sarò buona buona, terrò a bada l'impazienza e prenderò tanto magnesio.
Grazie di tutto Babbo Natale e quando entri in salotto per cortesia dàllo un morso a quel biscotto che sennò le pupe ci rimangono male...
La Brì
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